2 levrieri

Statuto

Direttivo

Biblioteca

Accadde oggi

Dove siamo

Links

Contatti

Cerca nel sito

decorazione

Logo dell'Associazione Il Longobardo Sant'Angelo in Grotte

Visitatori online: 14

fiore medievale

 

blasone santanbgelo

Santangelo

Il nostro pellegrinaggio a Monte Sant'Angelo

Chi racconta è un vecchio Priore della Confraternita di San Michele, Domenico Bertone, il quale faceva dei pellegrinaggi al Gargano dove si trova la Grotta di San Michele. Da Sant'Angelo in Grotte si partiva a piedi il giorno 24 Settembre per poi trovarsi il 29 a Monte Sant'Angelo.
« Prima di diventare la guida di questo pellegrinaggio, ho avuto modo di conoscere altri due Priori, i quali mi avevano insegnato il seguente itinerario:
La mattina del 24 Settembre veniva celebrata una S. Messa nella nostra Grotta.
I pellegrini si confessavano e facevano la comunione. Dopo la S. Messa il prete impartiva la benedizione e lentamente con lo zaino sulle spalle ci si incamminava cantando la Litania.
  Prima Tappa - La prima sosta era S.Elena Sannita dove si faceva colazione: successivamente si raggiungeva Casalciprano, si proseguiva per Campobasso facendo il Tratturo di Oratino e si arrivava a Fontana Vecchia dove si mangiava per poi giungere in serata a Campodipietra.
  Seconda Tappa - La mattina del 25 si percorreva la Fondo Valle del Tappino per raggiungere il Fiume Fortore; si saliva su a Celenza e a sera si arrivava a Casalvecchio per pernottare.
  Terza Tappa - Il giorno 26 a mattina si ripartiva giungendo a Torre Maggiore, poi si proseguiva per pernottare a S. Severo.
 
Quarta Tappa - La mattina seguente si ripartiva giungendo a S. Marco in Lamis dove si visitava il Santuario della Madonna di Stignano, il convento di S. Matteo e poi si sostava la notte a S. Giovanni Rotondo.
 
Quinta Tappa - La mattina la sveglia era alle ore 2.00, si ripartiva immediatamente per arrivare a Monte S. Angelo alle ore 8.00. I pellegrini si confessavano, facevano la comunione e poi si assisteva ai Vespri della sera.
Il mattino del 29 si partecipava a tutte le funzioni della giornata. Alle ore 16.00 del giorno stesso, con molta devozione si assisteva alla processione della Spada di San Michele.

Verso sera si partiva per Manfredonia; la mattina si prendeva il treno Foggia-Lucera dove, una volta scesi, si riprendeva il cammino per Motta Montecorvino. Data la lunga sosta a Monte S. Angelo, un tratto di strada veniva fatto con il treno, questo serviva per recuperare un po' di tempo. Di nuovo si riprendeva il Tratturo per giungere a Campodipietra e per poi arrivare il giorno seguente a Busso. La mattina seguente si doveva arrivare a Casalciprano, dopo pranzo si ripartiva per S. Elena Sannita dove si pernottava. Ripartiti da S. Elena Sannita i nostri familiari, sapendo del nostro rientro, ci venivano incontro portandoci da mangiare, visto che le nostre scorte erano esaurite. Recitando il Rosario, si giungeva al paese da cui eravamo partiti dieci giorni prima; le campane suonando a festa annunciavano il nostro rientro.
Tutto ciò che ho scritto serve a far capire alla generazione di oggi la devozione che avevamo a quei tempi e soprattutto l'amore verso il prossimo ».

Domenico Bertone

Ex Priore della Confraternita di San Michele